24h su 24h, socializzate responsabilmente.

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E’ notizia dell’ultimo mese che i supermercati Carrefour anche in Toscana adotteranno la strategia dell’apertura fino alle 24. A Pisa dove vivo si è scatenata una grande guerra tra l’azienda ed i sindacati. Non entro sull’argomento perché ne hanno già parlato abbastanza ed ognuno tira l’acqua al suo mulino. Di certo c’è che questa decisione potrebbe dare lavoro a qualche cristiano o fargli guadagnare due spiccioli in più.

Comunque lasciamo perdere la deriva politico/sociale.

Ho introdotto così questo articolo perché questa notizia mi ha fatto riflettere su il famoso “24h su 24h o per chi piace il “24/7 (24 ore su 24, 7 giorni la settimana).

Internet sta cambiando le nostre abitudini sopratutto da quando ogni persona possiede l’attrezzo del “peccato originale” ovvero un device collegato alle rete “24h”.
Il device è diventato ormai una protesi del nostro arto e noi stiamo diventando una razza “socialumana”.
Vi siete mai guardati in giro negli istanti in cui non avete gli occhi sullo schermo?

Non avete notato niente di strano?

Io un pochino si …. anche se devo dire che anch’io sono un bel pezzo avanti ….

Ci sono persone che:

  • scattano foto anche al bagno
  • mangiano con il telefono mano
  • non parlano più tra loro ma con il telefono
  • stanno li ad aspettare che il loro post o tweet venga visto o commentato da qualcuno
  • guardano i concerti live dal monitor del telefonino
  • e così via

Quante volte ho detto anch’io “toh, guarda c’è X che mi ha ritweettato” bella roba!” oppure “no! mi si è abbassato il Klout http://tesene.it/dottore-mi-si-e-abbassato-il-klout/

La rete ed i social in qualche modo ci costringono a stare sempre attaccati al device e con la mente occupata a pensare a cosa sta succedendo online magari mentre stiamo dormendo. La prima cosa che facciamo quando ci alziamo, anche prima di lavarsi il viso e togliere le cispie, è controllare i messaggi e le notifiche.

Il risultato è tanta ANSIA e BASTA !!!!

Stiamo diventano connessi 24 ore su 24, i nostri cervelli si stanno integrando alla rete e finiremo con un bel chip in testa che condivide i nostri momenti ed i nostri pensieri in automatico.

Forse in questo modo riusciremo a goderci di più le meraviglie che questo mondo ci offre. Oppure diventeremo ancora più schiavi della tecnologia.

 Io personalmente da qualche tempo ho ridotto le notifiche ed i messaggi al minimo anzi mi prendono anche in giro perché non rispondo alle telefonate! Dobbiamo cercare di riprenderci il nostro tempo!!!

Comunque vi consiglio come dice Rudy Bandiera nel suo articolo (http://www.rudybandiera.com/vacanze-estive-digitali-0811.html) di mettere almeno per le vacanze estive il telefono in modalità aereo e staccare il cervello. 

Per chi non ci riesce #socializzate responsabilmente.

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3 Comments

  • Reply Cristiana 13 agosto 2015 at 13:07

    Io ho la ormai incredibile fortuna di vivere in un posto dove il cellulare non prende! La cosa più bella quando arrivo a casa la sera è proprio metterlo in carica e sapere che fino alla mattina dopo – quando poi rientro nella “civiltà” – lui non suonerà e non ci sarà alcuna notifica! 🙂 Così mi sono accorta che a casa faccio le cose con minori distrazioni o semplicemente mi siedo in giardino e invece dello schermo del cellulare mi guardo le stelle! Impagabile! 🙂

    • Reply ruglioni 13 agosto 2015 at 13:15

      Rilassarsi in mezzo alla natura non ha prezzo!

  • Reply patrizia 27 novembre 2015 at 11:59

    Tornare per una settimana agli anni ’80, quando “chiamami alle otto che poi esco” e una volta fuori ti trovavano se volevi farti trovare. Ora sei raggiungibile ovunque. Perchè non butti il cellulare, ti chiedono in questi casi. Perchè è un cordone ombelicale. Staccalo tre giorni e iniziano a chiamarsi fra amici, i familiari ti arrivano in casa, se non ti trovano Chil’havisto è appena dietro l’angolo (a volte a ragione, purtroppo). Ci va coraggio a staccarsi definitivamente. Ma un mese sulla “mia” spiaggia in Sardegna o al Gran Paradiso dove tutto tace tranne la cascata nel bosco, la marmotta che strilla, il volpacchiotto che abbaia piano all’ ora di cena e se alzo la testa c’è un cielo nero così pieno di stelle e silenzioso da mettere paura beh, non ci sono reti nè news dell’ultimo secondo che tengano. La vita vera è “vera”, questo dovrebbe fare la differenza.

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