Grazie, ma io mi “influenzo” da solo.

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Sentiamo sempre più spesso parlare di “Influencer” o “opinion leader” ovvero persone che sono in grado, grazie alla loro community, di poter agire sui potenziali clienti.
Di fatto l’Influencer marketing non nasce oggi con l’uso il web 2.0 ma è pratica sviluppata e conosciuta fin dagli anni sessanta, per esempio case automobilistiche che incentivavano i tassisti all’acquisto di particolari modelli di auto.

“Il primo approccio alla teoria viene da un classico della comunicazione, come The People’s Choice di Lazarsfeld e Katz, uno studio del 1940 sulla comunicazione politica che è anche conosciuto come Multistep flow model , in cui si afferma che la maggior parte delle persone sono influenzate da dicerie e opinion leader.” [fonte: wikipedia]

Di sicuro questa pratica ha ricevuto un forte impulso dal web e dai social network soprattutto quando si parla o meglio parlava, di alcuni settori come la moda. In questo momento gli opinion leader o influencer sono ricercati un po’ da chiunque anzi se ne fa esplicita richiesta nella redazione di un piano di web marketing.

Addirittura sempre più spesso si va alla ricerca di testimonial o addirittura di piloti in base alla loro community ovvero al seguito che hanno sui social per non parlare poi della politica ……

Lungimirante è chi ha saputo per primo saper vedere oltre e convertire questa parte del marketing usando come strumento i social network e soprattutto chi è riuscito a sopravvivere negli anni.

Si perché non basta aver aperto i canali social per primi ma vanno saputi gestire con intelligenza creando una fitta rete di relazioni da poter sfruttare per comunicare le proprie idee o da dirigere dove più opportuno.

Inutile girarci intorno: la “potenza di fuoco” che queste persone riescono a spostare è notevole e in questo momento sono oltretutto anche difficili da raggiungere in termini di risultati, visto la longevità della loro azione online.
Noi comunque ci proviamo con i nostri account a diventare tutti un po’ influencer e costruirci il nostro piccolo orticello ma è un lavoro sicuramente difficile e che richiede molta pazienza e che potrà arrivare a certi livelli se coadiuvato da una buona dose di creatività o di estro che sono le uniche due armi che possono fare la differenza.

Per tutto vale il titolo del post “Grazie, ma io mi influenzo da solo”.
Sono convinto che se si vuole crescere online dobbiamo uscire da schemi già usati, inventarci qualcosa di nuovo, comunicare in maniera diversa ma soprattutto mostrare quello che siamo senza troppi filtri. Confido e credo che questo in un prossimo futuro sarà premiante e che la community non si fermerà più ai nomi o alle definizioni ma entrerà nello specifico dei contenuti, allora qui se la giocherà chi ne ha di migliori. 

#iominfluenzodasolo diventa quindi un modo di comprendere le cose in modo diverso e di approcciare l’era digitale in modo consapevole per far emergere il meglio di ognuno di noi. La formazione o una buona agenzia media ci vengono in aiuto visto che saper usare i social non è più un optional ma l’unico modo per #nonestinguerti

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